24 Aprile 2019
Addio all’inverno più caldo di sempre, con quasi un grado in più

È finito il quarto inverno più caldo di sempre sul pianeta a livello climatologico facendo registrare una temperatura, sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,84 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti in occasione dell’arrivo della primavera, sulla base dei dati della banca dati Noaa, il National climatic Data Centre che dal 1880, dalla quale si evidenzia che il record della temperatura invernale più elevata resta quello del 2016. La temperatura invernale a livello globale è aumentata ad un ritmo di 0,07 gradi per decennio dal 1880 ad oggi, ma il tasso è il doppio con un valore di 0,14 gradi per decennio a partire dal 1981, a conferma della tendenza ad una accelerazione del processo di surriscaldamento del pianeta. In Europa l’inverno che si è chiuso è stato – continua la Coldiretti  il settimo più caldo da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1910 con una temperatura superiore di 1,78 gradi il periodo di riferimento. Anche in Italia si è verificata un’evidente anomalia con l’inverno che è stato più caldo con una temperatura superiore di 0,40 gradi rispetto alla media del periodo di riferimento e si colloca al 23esimo posto tra i più bollenti dal 1800, secondo Isac Cnr. L’aumento delle temperature è accompagnato da una preoccupante siccità con la caduta al nord di circa il 50% di precipitazioni in meno ,che hanno lasciato le montagne senza neve e campi, fiumi e laghi all’asciutto nel momento in cui l’acqua è essenziale per l’irrigazione delle coltivazioni. L’andamento anomalo di quest’anno conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità. L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. Una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.  

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