19 Novembre 2021
Carne sintetica… I vicentini non ne vogliono sentir parlare

La carne sintetica è alle porte, ma i vicentini non ne vogliono sentir parlare. E proprio oggi, in concomitanza con l’inaugurazione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti, a Villa Miani a Roma, questo emerge chiaramente.

Dal primo Dossier verità sulla “carne Frankenstein” presentato da Coldiretti/Ixe’, presentato a Roma, emerge un dato chiaro: il 95% dei consumatori non mangerebbe mai carne sintetica se questa arrivasse sul mercato, con una bocciatura quasi plebiscitaria per la bistecca fatta in laboratorio da cellule staminali prelevate dal muscolo di un bovino, rompendo il legame con la naturalità del cibo.

“Interrogati sui motivi principali per i quali bocciare la bistecca fatta in laboratorio gli italiani – spiegano Coldiretti/Ixe’ – mettono in cima il fatto di non fidarsi delle cose non naturali (68%), mentre al secondo posto ci sono i consistenti dubbi sul fatto che sia sicura per la salute (60%). Rilevante anche la considerazione che la carne artificiale non avrà lo stesso sapore di quella vera (42%) ma c’è anche chi teme per il suo impatto sulla natura (18%) e chi fa notare, soprattutto tra i vegetariani e i vegani, che si tratta comunque di prodotti ottenuti dagli animali, peraltro con sistemi particolarmente cruenti”.

Il dato testimonia, secondo l’indagine, il fallimento delle aggressive campagne di marketing che negli ultimi tempi hanno cercato di demonizzare la carne vera per promuovere quella sintetica, esaltandone presunte proprietà ambientali attraverso l’utilizzo astuto di nomi che rimandano alla naturalità, come carne “pulita” o “coltivata”, ma nascondendo i colossali interessi commerciali e speculativi ad esso legati.

“I consumatori, anche quelli vicentini – sottolinea Coldiretti Vicenza – sono attenti alla qualità delle produzioni e, soprattutto, al collegamento che le stesse hanno con il territorio in cui nascono. I mercati di Campagna Amica hanno svolto un ruolo fondamentale nell’informazione e formazione dei cittadini, che oggi scelgono prodotti tipici locali, sinonimo di qualità e capacità di produrre secondo regole che esprimono il valore della storia del territorio”.

Non a caso il 96% degli italiani continua a mangiare carne, secondo il rapporto Coldiretti/Ixe’, con una frequenza media di consumo di 2,7 volte a settimana e la convinzione che la giusta quantità di carne, bianca e rossa, sia una componente fondamentale della buona dieta.

“In testa alle caratteristiche che il consumatore considera prima di acquistare – prosegue Coldiretti Vicenza - c’è la provenienza. Viene previlegiata la carne proviene da un allevamento italiano, seguita dalla presenza di un’etichetta con informazioni dettagliate e se arriva da un’azienda del proprio territorio. Prezzo e convenienza si piazzano solo al quarto posto, subito davanti ai marchi ad indicazione di origine”.

La carne italiana nasce da un sistema di allevamento che per sicurezza e qualità non ha eguali al mondo, consolidato anche grazie ad iniziative di valorizzazione messe in campo dagli allevatori, con l’adozione di forme di alimentazione controllata, disciplinari di allevamento restrittivi, sistemi di rintracciabilità elettronica e forme di vendita diretta della carne attraverso le fattorie e i mercati di Campagna Amica” ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “scegliere carne Made in italy significa anche sostenere un sistema fatto di animali, di prati per il foraggio e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni, anche in aree difficili”.

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