16 Ottobre 2019
Coldiretti sul nuovo casello A31 a Marano Vicentino

“Ha lasciato molto amaro in bocca suscitando non poche perplessità e contrarietà il progetto per la realizzazione di un nuovo casello autostradale sulla A31 a Marano Vicentino. In un tempo in cui si parla della necessità di sviluppare la mobilità sostenibile e di limitare il consumo del suolo  si legge in un documento elaborato dai Presidenti di Sezione della Coldiretti di Zona di Schio  ci si trova ancora a parlare di sviluppo di nuove strade, senza un’analisi approfondita dei benefici che queste potranno portare all’intera collettività, al territorio ed all’ambiente. A parere di Coldiretti, infatti l’idea di realizzare il nuovo casello non è stata sufficientemente supportata da dati certi che ne possano esprimere l’utilità economica ed ambientale. La proposta di creare un nuovo svincolo nasce dall’esigenza di sgravare il traffico che si crea nelle ore di punta nella zona industriale di Thiene, ove è presente l’attuale casello autostradale (ad una distanza di 3 km): questo, però, senza un’analisi attenta ed approfondita dei dati del traffico attuale. La congestione del traffico nell’area thienese quanto dipende da coloro che si dirigono in autostrada e quanto dipende da chi si dirige in zona industriale, a Malo o verso l’attuale Gasparona o in direzione VillaverlaCaldogno? Questo è un dato che ad oggi non si conosce, ma è fondamentale per giustificare il costo dell’opera di oltre 20 milioni di euro. La sensazione è che il traffico verso l’autostrada non sia così prevalente rispetto al traffico complessivo. Preoccupa, poi, il conseguente sviluppo di tutta la viabilità ordinaria accessoria, che si svilupperà per collegarsi al nuovo casello, che dalle prime indicazioni va a consumare ulteriore terreno agricolo, creando nuove vie di traffico, senza un preciso studio sulla viabilità esistente. Il consumo del suolo è uno dei fattori più incisivi nel peggiorare l’earth overshoot, ossia l’indice che evidenzia la velocità con cui si consumano le risorse naturali del pianeta. L’area in cui si svilupperebbe il nuovo casello ha vocazione fortemente agricola: insistono su questi territori aziende agricole vitali e dinamiche nella produzione agroalimentare tipica e di qualità, spesso condotte da giovani imprenditori. Sottrarre terreni a queste aziende, ne mette in discussione la sopravvivenza e lo sviluppo: per fare una parafrasi, l’azienda agricola sta al terreno, come un’impresa industriale o artigianale sta al capannone. La perdita del suolo dipende non dipende solo dalla cementificazione conseguente alla realizzazione dell’opera, ma anche da tutti quegli appezzamenti residuali o interclusi, la cui dimensione o accessibilità non risulta economicamente utilizzabile. Si consideri, inoltre, che l’area è interessata dall’Agritour, un progetto dedicato al viaggiare lento creato per tornare a vivere la campagna, tra Vicenza e le Piccole Dolomiti, attraverso percorsi su strade secondarie ed incontri con le aziende agricole, i loro prodotti ed il loro lavoro, a fruizione dei cittadini, realizzato in collaborazione con le amministrazioni locali. Non si vanifichi quanto, con impegno, è stato costruito in termini di sostenibilità ambientale e territoriale.

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