10 Settembre 2021
Fotovoltaico. Si allarga il fronte del NO ai pannelli solari a terra. Coldiretti e Confartigianato Vicenza alleati per la difesa del territorio agricolo

“Si possono raggiungere gli obiettivi che il nostro Paese si è assunto per la produzione di energia da fonti rinnovabili senza consumare altro suolo agricolo? La risposta è affermativa. Ora oltre a noi, ci fa piacere che anche la rappresentanza di un’altra categoria di imprenditori come Confartigianato lo confermi con il suo studio relativo alla città di Vicenza inserito nel rapporto nazionale 2021 sul consumo del suolo”. È il commento di Coldiretti Vicenza, che aggiunge: “Si allarga così il fronte del no al consumo di suolo agricolo per lasciare spazio ai mega parchi fotovoltaici che stanno piovendo sul Veneto ed in particolare sulla provincia di Rovigo. Ci auguriamo che anche questo pronunciamento, insieme a quello di Italia Nostra e di Federconsumatori possa contribuire ad un cambio di rotta”. “Non vanno dimenticate le preoccupazioni espresse dalla comunità scientifica agricola (Associazione Italiana Società Scientifiche Agricole) rispetto alla diffusione degli impianti fotovoltaici e agrovoltaici - aggiunge Coldiretti Vicenza – per le distorsioni negative sul valore dei terreni con un’ulteriore compromissione della redditività agricola, nonché di decine di migliaia di cittadini che stanno firmando la petizione nazionale oltre a quella a livello regionale che conta già 24mila adesioni. Dobbiamo, quindi, accelerare – come chiediamo a mesi - l’approvazione della legge che ponga fine a questa che appare sempre un vero e proprio scellerato “attacco alla diligenza” delle aree coltivate.

“Serve - insiste Coldiretti Vicenza - una legge che indichi le aree idonee e inidonee ad ospitare pannelli a terra, escludendo le terre agricole che servono per produrre cibo, garantendo biodiversità, ambiente e paesaggio. Terre agricole che sono invece l’obiettivo dei grandi gruppi internazionali che vogliono fare business sulle energie rinnovabili, massimizzando i profitti e distruggendo aree fertili strappate a prezzi bassi”.

“Invece bisogna fare energia green utilizzando i tetti - precisa Coldiretti Vicenza - come indica lo studio di Confartigianato, le cave come indicate l’associazione delle bonifiche, le migliaia ettari di aree dismesse e gli oltre 9.000 ettari di aree attualmente destinate a usi non agricoli e non ancora utilizzati”.

“A chi dice, mentendo, che gli agricoltori non vogliono il fotovoltaico a terra - conclude Coldiretti Veneto - rispondiamo che vogliamo fare la nostra parte in un’ottica di multifunzionalità utilizzando una piccola parte dei nostri terreni (marginali, poco produttivi, non coltivabili in modo idoneo) per produrre energia pulita per i consumi delle nostre imprese, come abbiamo chiesto ai legislatori ai diversi livelli”.

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