8 Novembre 2021
Giornata del Ringraziamento. Allevatori ed animali protagonisti a Monte Berico

Giornata del Ringraziamento con un tono moderatamente positivo, rispetto allo scorso anno, quando i notiziari annunciavano, giorno dopo giorno, una situazione sempre più severa a causa della pandemia da Covid-19.

Il santuario di Monte Berico, ieri sera, infatti, ha ospitato l’importante avvenimento, giunto al 71° appuntamento, istituito nel 1951 per iniziativa di Coldiretti e successivamente inserito nel calendario liturgico dalla Conferenza episcopale italiana, che rappresenta per il mondo agricolo un momento di alto valore identitario. La santa messa è stata trasmessa in diretta da Telechiara, per consentire al maggior numero di persone possibile di vivere questa condivisione.

Al centro del messaggio dei Vescovi un concetto particolarmente caro a Papa Francesco, quello di ecologia integrale: “un invito ad una visione integrale della vita, a partire dalla convinzione che tutto nel mondo è connesso e che, come ci ha ricordato la pandemia, siamo interdipendenti gli uni dagli altri, ed anche dipendenti dalla nostra madre terra”.

Alla celebrazione, presieduta da mons. Matteo Pasinato, consulente ecclesiastico di Coldiretti Vicenza, hanno preso parte esponenti del mondo civile, politico ed associativo, che hanno condiviso con Coldiretti Vicenza l’intensità di questo momento.

Il tema che i Vescovi italiani hanno scelto per questa Giornata del Ringraziamento: “Lodate il Signore dalla terra (...) voi, bestie e animali domestici”. Gli animali, compagni della creazione, è particolarmente caro a Coldiretti.

Un passaggio del messaggio della Cei rappresenta chiaramente l’impegno di Coldiretti sul versante del rapporto agricoltori-animali: “Grazie all’impegno degli allevatori, sono state valorizzate alcune aree interne del nostro Paese, che senza la loro generosa lungimiranza, sarebbero state abbandonate allo spopolamento ed al degrado ambientale. La zootecnia nel nostro Paese è fondamentale per la produzione di latte e formaggi, oltre che per la filiera dell’alimentazione della carne”.

Concetti che si ritrovano anche in altri passaggi del messaggio Cei e che il presidente Cerantola ha pienamente sostenuto nel suo intervento: “la migliore pratica di allevamento avrà anche cura del benessere degli animali coinvolti, garantendo loro la possibilità di una vita per quanto possibile conforme al loro essere, in ambito naturale”.

Alla salvaguardia degli animali, che gli allevatori custodiscono al pari dei territori in cui gli allevamenti si trovano, viene accostata l’attenzione a stili di vita nuovi, che garantiscano i diritti agli allevatori e, al contempo, l’esigenza di produrre in modo sempre più sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

“Coldiretti è da tempo in questa lunghezza d’onda – ha spiegato il presidente Cerantola nel corso del suo intervento a Monte Berico – ed incentiva le produzioni sostenibili e la salvaguardia dell’ambiente, che si realizzano attraverso un modo di fare allevamento o di vivere l’agricoltura più attento all’uso delle risorse disponibili e con un occhio di riguardo particolare alle forme alternative di produzione di energia e riuso dei prodotti “di scarto”, che rappresentano una vera ricchezza”.

In tal senso Coldiretti Vicenza condivide a pieno il passaggio del messaggio dei Vescovi in cui si legge: “La quantità e la qualità degli allevamenti dipendono anche dalla domanda e dagli stili di vita delle persone. Lo stesso intreccio tra l’attenzione per il valore degli animali e l’istanza di sostenibilità invita ad evitare quegli eccessi di consumo che negli ultimi decenni hanno distorto la salubrità della dieta mediterranea ed aumentato il consumo di acqua in maniera esponenziale”.

Gli allevatori, però, rivestono anche un ruolo fondamentale di presidio del territorio, specie nelle zone pedemontane e montane, dove fare impresa è davvero una sfida, sotto tutti i punti di vista, come ha ricordato il presidente Cerantola: “nel corso della pandemia da Covid-19 i cittadini hanno compreso l’importante ruolo che il mondo agricolo riveste, così come quello allevatoriale. Le nostre imprese non si sono mai fermate. E non potevano farlo, perché ne andava della vita di tutti. Analogamente i territori, specie quelli più impervi, non possono fare a meno della presenza delle nostre attività, che garantiscono la salvaguardia delle aree e generano un’economia circolare, che va dalle produzioni zootecniche all’indotto turistico di tutto rispetto che i nostri paesaggi garantiscono”.

Al termine della celebrazione sono giunte al Piazzale della Vittoria le macchine agricole, partite dallo Stadio comunale, dove si è svolto il tradizionale rito della benedizione, al quale Coldiretti aveva dovuto rinunciare negli ultimi due anni.

“Si tratta di un piccolo segno di ripresa – conclude il direttore di Coldiretti Vicenza, Simone Ciampoli – che ci infonde una carica positiva per guardare al futuro con rinnovata speranza. Il Ringraziamento è un momento di festa per Coldiretti, ma rappresenta anche un’occasione per fare dei bilanci e progettare le azioni da intraprendere. Una cosa è certa: continueremo a difendere il nostro territorio, con le sue produzioni e gli animali che fanno parte della famiglia allargata degli imprenditori agricoli, per continuare ad offrire ai cittadini prodotti di qualità”.

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