20 Gennaio 2012
IMU, LA PAZIENZA DEL MONDO AGRICOLO HA UN LIMITE

 Giuriolo, “Riconoscere la specificità dell’imprenditore professionale”

La pacatezza del mondo agricolo rischia di diventare la quiete prima della tempesta. «Per senso di responsabilità non siamo andati in piazza – afferma il presidente di Coldiretti Rovigo Mauro Giuriolo – quando è stata introdotta l’Imu, che penalizza fortemente le aziende agricole, tassandone gli strumenti di lavoro, come ricoveri per gli attrezzi e terreni. Ma ora la politica sta provocando la nostra pazienza. Il mondo agricolo potrebbe esplodere come già stanno facendo altre categorie».
Così tuona il presidente Giuriolo a seguito della notizia del ritiro di un emendamento bipartisan, a costo zero, al decreto milleproroghe, che, se approvato, avrebbe ridotto il moltiplicatore dei redditi dominicali per gli agricoltori professionali, ai fini del calcolo della nuova imposta patrimoniale Imu su terreni e fabbricati rurali.

«Tutti si devono rendere conto che bisogna tener distinta, anche dal punto di vista fiscale – spiega Giuriolo – la specificità dell’agricoltura professionale, cioè di chi fa e vive di agricoltura, dai semplici proprietari di immobili. Gli agricoltori usano i fabbricati ed i terreni come strumenti di lavoro, non li acquistano per fare investimenti o speculazioni, ma per lavorare, cioè produrre cibo e servizi. I fabbricati rurali spesso sono strutture semplici e vecchie, non sono certo fonte di ricchezza. Speriamo – conclude il presidente – in un ravvedimento, altrimenti l’ulteriore passo è lo scendere in piazza».

 

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