7 Marzo 2022
Maltempo: Coldiretti, SOS raccolti per clima pazzo. Al Sud la neve, al Nord la siccità

Frutteti in fiore, i mandorli annunciano la primavera fiorendo per primi, ma gli albicocchi seguono a ruota e, in alcuni casi, le gemme dei peschi sono già pronte a sbocciare. Nelle parti del Veneto con clima più favorevole, i fruttiferi hanno già risentito dello sbalzo di temperatura registrato in questi giorni (fino a -4 nella notte).

“Alle prime gelate tardive – commenta Coldiretti Vicenza – si abbina ad uno stato di siccità preoccupante. Il gelo e la neve al Centro Sud si abbattono sulle piante in fiore mettendo a rischio i futuri raccolti in un inverno pazzo che ha invece colpito tutto il Nord con la siccità nel bacino del Po che minaccia oltre 1/3 della produzione agricola nazionale, fra pomodoro da salsa, frutta, verdura e grano, e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo”.

La situazione conferma, ancora una volta, i repentini cambiamenti climatici in atto. “Nelle campagne il caldo anomalo – sottolinea Coldiretti Vicenza – ha provocato il “risveglio” anticipato della natura, con le margherite e le primule sbocciate nei campi e mandorli, albicocchi e pesche pronti alla fioritura, quindi particolarmente sensibili all’arrivo del maltempo, che rischia di compromettere i prossimi raccolti. L’arrivo del grande freddo colpisce le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, e broccoli che reggono anche temperature di qualche grado sotto lo zero ma se la colonnina di mercurio scende repentinamente o se le gelate sono troppo lunghe si verificano danni”.

A preoccupare è anche il balzo dei costi per il riscaldamento delle serre per la coltivazione di ortaggi e fiori che risente dell’impennata della bolletta energetica. Al Nord il fiume Po in secca al Ponte della Becca è sceso a -3,14 metri, più basso che a Ferragosto ed è rappresentativo della situazione di sofferenza in cui versano tutti i principali corsi d’acqua al Nord come d’estate ma anomalie si vedono anche nei grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dall’9% di quello di Como al 30% del Maggiore, secondo il monitoraggio della Coldiretti.

“Nella Pianura Padana le coltivazioni seminate in autunno – aggiunge Coldiretti Vicenza – come orzo, frumento e loietto iniziano ora la fase di accrescimento che rischia di essere compromessa dalla siccità. Ma a preoccupare è anche lo sviluppo dei prati destinati all’alimentazione degli animali, perché se le condizioni di secca dovessero continuare, gli agricoltori saranno costretti ad intervenire con le irrigazioni di soccorso dove sarà possibile. Dall’altra parte nei prossimi giorni partiranno le lavorazioni per la semina del mais, ma con i terreni aridi e duri le operazioni potrebbero essere più che problematiche. Ma a preoccupare è anche l’innalzamento dei livelli del mare in Italia con l’acqua salata che sta già penetrando nell’entroterra bruciando le coltivazioni nei campi e spingendo all’abbandono l’attività agricola. La risalita del cuneo salino, ossia l’infiltrazione di acqua salata lungo i corsi dei fiumi, rende inutilizzabili le risorse idriche e gli stessi terreni con uno scenario che è più che preoccupante per l’economia agricola di buona parte d’Italia. Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali e geografici, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.

Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione ed incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie è stato elaborato e proposto insieme ad Anbi un progetto concreto immediatamente cantierabile nel Pnrr, un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale.

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