11 Novembre 2010
Presto una legge regionale per il potenziale turistico del Primario

“La proposta di legge agrituristica per il Veneto è lungimirante in quanto mira a coordinare in un’unica norma tutto il potenziale turistico del settore primario in area rurale, anche se non va mai dimenticata la necessità di salvaguardare il valore e l’immagine costruita fino ad oggi dalle nostre imprese”. Questo il commento di Paolo Brunello, presidente regionale di Terranostra, l’associazione agrituristica di Coldiretti, che in Veneto associa oltre metà delle 1198 fattorie, in occasione dell’audizione sul nuovo testo regionale per disciplinare l’attività agrituristica. “L’autenticità dell’agriturismo si può garantire solo attraverso il forte legame con l’azienda agricola e le sue produzioni, che debbono quanto meno essere prevalenti – prosegue Paolo Brunello - garantendo l’accoglienza in azienda direttamente da parte dell’imprenditore agricolo e dalla sua famiglia”. Al recente incontro a Palazzo Ferro Fini erano presenti anche le principali rappresentanze economiche regionali, oltre agli assessori provinciali veneti, che hanno espresso un parere sostanzialmente positivo, segnalando la necessità di attuare controlli efficaci, visto oltretutto l’onere economico da questi rappresentato. Coerenti a questa posizione sono le osservazioni formulate dal consiglio regionale di Terranostra, già agli atti della IV Commissione, volte alla richiesta di formazione di base e aggiornamento triennale per tutti gli operatori, oltre a sanzioni pesanti per i furbi che affrontano l’attività agrituristica da avventurieri, minacciando quanto si è costruito non senza sacrificio da parte delle imprese del comparto. Luca Saba, direttore di Coldiretti Veneto ha aggiunto al riguardo che “la coerenza nei confronti del consumatore ed il legame con il territorio sono e rimangono irrinunciabili, a maggior ragione rispetto all’agriturismo, ambito che accanto ai mercati di campagna amica, rappresenta momento privilegiato per un dialogo trasparente e fiduciario con il cittadino consumatore. Oltretutto questo è fortemente coerente con  i principi che stanno determinando il successo del progetto km zero, il quale se non potrà per forza di cose costituire l’unica soluzione ai problemi della nostra agricoltura, sicuramente apre spazi per ragionamenti e riposizionamenti molto interessanti per le nostre imprese”.