11 Settembre 2021
Prezzo del latte. Le 7mila stalle venete in forte difficoltà. Coldiretti Vicenza: “situazione dei prezzi insostenibile. Subito un tavolo di confronto”

“La situazione del prezzo del latte alla stalla è diventata insostenibile, con pressioni al ribasso che non hanno ragione d’essere e che mettono a rischio tutto il sistema degli allevamenti in un momento in cui con la pandemia Covid è necessario continuare a garantire le forniture alimentati alle famiglie italiane”. Con queste parole il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola, interviene sulla delicata ed annosa questione. Sul latte si riaccendono i riflettori. Ed il Veneto, regione vocata, con il Vicentino tra le prime province in fatto di produzione lattiero-casearia, non può che far sentire la propria voce.

Coldiretti Vicenza si associa all’annuncio del presidente nazionale Coldiretti, Ettore Prandini: “siamo pronti alla mobilitazione per difendere le stalle italiane”. “Abbiamo scritto al ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli per chiedere di aprire subito un tavolo di confronto – spiega Prandini – per arrivare ad una soluzione condivisa che garantisca una corretta remunerazione con una equa distribuzione di valore lungo la filiera”.

La situazione di difficoltà riguarda tutto il comparto zootecnico, dalla carne al latte, con gli allevatori messi sotto pressione da prezzi troppo bassi a fronte del rincaro delle materie prime e dei foraggi, dal mais alla soia, a causa delle tensioni generate dalla pandemia.

“È necessario che nei contratti di fornitura fra le industrie di trasformazione e gli allevatori siano concordati compensi equi – sottolinea Cerantola – perché a fronte dei rincari delle materie prime, alla base dell’alimentazione degli animali, è fondamentale assicurare la sostenibilità finanziaria degli allevamenti, sottraendoli al rischio di chiusura a causa di prezzi sotto i costi di produzione”.

Un’adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori è condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti sicuri e di qualità che sostengono l’economia, il lavoro ed i territori. L’allarme globale provocato dal Covid ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza, ma anche le fragilità presenti in Italia, sulle quali occorre intervenire per difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali e creare nuovi posti di lavoro.

“Gli animali custoditi nei nostri allevamenti – conclude Cerantola – rappresentano un tesoro unico al mondo che va tutelato e protetto, anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità delle preziose razze italiane, ma anche il presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali. Per questo quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e, soprattutto, di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado”.

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